Il chiamato all'eredità, che abbia ad essa rinunciato, non risponde dei debiti del "de cuius", in quanto la rinuncia ha effetto retroattivo ai sensi dell'art. 521 c.c., senza che, in ragione di ciò, assuma rilevanza l'omessa impugnazione dell'avviso di accertamento notificato al medesimo dopo l'apertura della successione, stante l'estraneità di detto chiamato alla responsabilità tributaria del "de cuius", circostanza che è, di conseguenza, legittimato a far valere in sede di opposizione alla cartella di pagamento.

(Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 13639 del 30 maggio 2018)

Per diritto commerciale si intende l’insieme delle norme di diritto privato che di-sciplinano specificamente le attività produttive e il loro esercizio.

Al centro del fenomeno economico, motore della vita sociale di ogni comunità svi-luppata, sta l’attività creatrice di nuova ricchezza, produttrice, cioè, di utilità capaci di soddisfare un bisogno umano ed a cui la comunità attribuisce valore economico: è attività che genera nuovi beni (anticamente solo materiali, dai prodotti agricoli a quelli tessili, oggi sempre più sofisticati e complessi, e persino immateriali e virtuali), che eroga servizi (dal trasporto, alla custodia di merci, dall’assicurazione ai servizi in-tellettuali del legale o del medico), che degli uni e degli altri promuove la circolazione (interponendosi tra produttore e utilizzatore finale).

La successione ereditaria legittima tutela tutti quegli eredi che hanno diritto a una percentuale determinata dei beni lasciati in eredità: questi eredi si chiamano eredi necessari, e sono il coniuge del defunto, i genitori e i figli.
Attraverso la successione si trasferiscono i beni dal de-cuius (il defunto nel linguaggio giuridico) agli eredi necessari  che hanno sempre diritto ad avere una percentuale dell’eredità anche se vi è una contraria volontà del de cuius con testamento o donazioni fatte in vita.

Ogni individuo ha il pieno diritto di rinunciare alla ricezione di un’eredità mediante  un atto con il quale il chiamato (l’erede) dichiara di non volere acquistare l’eredità, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, in tal modo cessano gli effetti verificatisi nei suoi confronti a seguito dell'apertura della successione, rimanendo completamente estraneo alla stessa, e  nessun creditore potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari.